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Harry Potter e il Calice di Fuoco

Questa pagina è in continuo aggiornamento, HNF non va mai in vacanza, nemmeno a Natale!! Come avrai notato non tutte le voci relative al GoF sono incomplete; questo perchè ci risulta un po' difficile reperire materiale relativo ad ogni elemento chiave del film. Se hai suggerimenti, materiale, o idee per arricchire questa pagina, contattaci via email: hognetfriend@hotmail.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Maratona di Harry Potter - Roma - 26 Marzo 2006

Crediti

Curiosità

La trama del film

Le differenze col libro

Gli errori

Harry, Ron ed Hermione

Gli altri Campioni del Torneo

Cho Chang

L'Ungaro Spinato

Lord Voldemort

Malocchio Moody

Gli altri Personaggi

Recensioni e Critiche

Le interviste

I Poster

 

 

Maratona di Harry Potter - Roma - 26 Marzo 2006

articolo di Felpato89:

Domenica 26 marzo si è tenuta al cinema del Warner Village Moderno a Roma una maratona dei film di Harry Potter.
Potevi vedere i primi tre film a soli quattro euro!!Io con una mia amica avevamo scelto di vedere il terzo ma per quanto sono fortunata la sala era già piena così siamo andate a vedere hp2!!
Dopo la fine del film tutta la sala compresa me era emozionatissima perchè doveva venire Rupert Grint con quelli che fanno i gemelli Weasly!!
All'improvviso si accende una luce sullo schermo e tutti cominciano a gridare RUPERT RUPERT!!!e pian piano cominciano a scendere gli attori, allora cosa ho fatto io?? supero tutti quanto: guardie del corpo e traduttori etc... e vado da Rupert e gli dico (intanto gli tiravo il braccio..poverino!!) che doveva farmi l'autografo!!Lui era spaesato perchè nn mi capiva,allora è intervenuta la traduttrice e gli ha detto cosa dicevo a quel punto mi ha fatto l'autografo mi ha dato un bacetto!!!e poi ho continuato a fargli tre mila foto che ho inviato!!
Questa esperienza è stata stupenda per me ero felicissima e ho provato un emozione veramente grande!!!
Spero che rifaranno questa maratona un altro giorno ma deve venire anche Daniel!!!

 

Giorgia

** l'evento è stato organizzato in occasione dell'uscita dell'attesissimo DVD del Calice di Fuoco, disponibile sia in disco singolo, sia in versione speciale 2 dischi, pieni di succulenti filmanti dei dietro le quinte, di interviste agli attori e anche di uno stupendo cortometraggio su Voldemort **

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Crediti

Regia: Mike Newell

Data e luogo di nascita: 28 Marzo 1942, St. Albans, Gran Bretagna.
Ha iniziato a lavorare per la Granada Television dopo la laurea in lettere alla Cambridge University. Regista teatrale, è passato poi in televisione, alla BBC. Ha diretto per il grande schermo una quindicina di film, tra cui Alla trentanovesima eclisse (The Awakening, 1980), Ballando con uno sconosciuta (Dance with a Stranger, 1985), The Good Father-Amore e rabbia (The Good Father, 1987), Quattro matrimoni e un funerale (Four Weddings and a Funeral, 1994), Un’avventura terribilnente complicata (An Awfully Big Adventure, 1995), Donnie Brasca (1997), Falso tracciato (Pushing Tin. 1999) e il mediocre Mona Lisa Smile.

fonte: http://www.mymovies.it/

 

Sceneggiatura: Steven Kloves

Steven Kloves (nato il 18 marzo 1960) è uno sceneggiatore americano rinomato principalmente per i suoi adattamenti di romanzi, specialmente per la serie di film di Harry Potter e per Wonder Boys, la cui sceneggiatura è stata nominata al Golden Globe e agli Oscar. Ha anche diretto due film e ne dirigerà un terzo (Il Curioso Incidente del Cane ucciso a Mezzanotte) nel prossimo futuro.Kloves, nato ad Austin, nel Texas, nel 1960, è cresciuto a Sunnyvale in California, dove ha frequentato la scuola superiore Fremont. E’ entrato all’università della California ma l’ha lasciata dopo aver ridotto il suo piano di studi a solo pochi corsi nel secondo anno. Come tirocinante non pagato di un agente di Hollywood, ha guadagnato l’attenzione con una sceneggiatura che ha scritto, intitolata Swings. Questo ha portato ad un incontro dove ha lanciato, con successo, In Gara con la Luna, nel 1984. La sua prima esperienza come sceneggiatore professionista gli ha fatto desiderare di avere più interazione con gli attori, di modo da assicurarsi che i personaggi rimanessero fedeli alla sua visione. Kloves scrisse I Favolosi Baker, che voleva che fosse anche il suo debutto come regista. Dopo anni passati a cercare di vendere il suo progetto a Hollywood, il film finalmente decollò e uscì nel 1989. I Favolosi Baker andò abbastanza bene, ma il suo seguente tentativo come scrittore e regista di Carne e Ossa (1993), fu un fiasco al box office. Kloves quindi smise di scrivere per tre anni. Realizzando che doveva riprendere a scrivere per aiutare economicamente la sua famiglia, iniziò ad adattare il romanzo di Micheal Chabon Wonder Boys. A Kloves venne offerta l’occasione di dirigerlo, ma rifiutò, preferendo dirigere solo le sue sceneggiature originali. Questo fu il suo primo tentativo di adattamento di un romanzo altrui in un film. La sua sceneggiatura fu nominata per un Golden Globe e un Oscar, dopo l’uscita del film nel 2000. La Warner Bros mandò a Kloves una lista di romanzi che stava considerando di adattare per farne dei film. La lista includeva il primo romanzo di Harry Potter, che lo interessò a dispetto della sua solita indifferenza a quel genere. Continuò a scrivere le sceneggiature per i primi quattro libri di Harry Potter. Dopo aver finito il quarto adattamento Kloves smise per curare il suo progetto e al momento sta scrivendo e dirigendo Il Curioso Incidente del Cane ucciso a Mezzanotte, che dovrebbe uscire nel 2006. Il produttore di Harry Potter, David Heyman, ha rivelato nell’ottobre 2005, durante una conferenza stampa, che Kloves ritornerà ad adattare Harry Potter e il Principe Mezzosangue – il sesto della serie. Sebbene gli adattamenti cinematografici dei film di Harry Potter siano stati amati dalla maggioranza dei fan, Kloves è stato criticato da alcuni dei più accaniti per aver riscritto il personaggio di Ron come un debole idiota e per aver modificato il personaggio di Hermione Granger – il personaggio preferito di Kloves – rendendola troppo saggia  e potente.

traduzione a cura di Elena

 

Scenografia: Stuart Craig

Fotografia: Robert Pratt

Costumi: Jany Temime

Musiche: Patrick Doyle

Padrick Doyle nasce in Scozia nel 1953.Non ha molte partiture all’attivo, perchè sulla breccia da appena un decennio, ma soprattutto per la leucemia che lo ha colpito duramente nel fisico e lo costringe a cure incessanti ormai ininterrottamente dal 1997. Malgrado la malattia gli procuri continui fastidi, continua ad esercitare e in alcuni frangenti anche dai letti degli ospedali. Moderno e contemporaneamente legato al classico (L’altro delitto del 1991 echeggia rimembranze di Bernard Herrmann), dimostra notevole predisposizione verso il genere drammatico, pur adattando il suo stile, in varie circostanze, alla commedia e al cartoon, sempre con eccellenti risultati. Molto legato al regista Kenneth Branagh, di cui fu direttore musicale nella prestigiosa compagnia teatrale Renaissance. E' attore caratterista in molti film (Momenti di gloria, 1981) ed ha ricoperto diversi ruoli anche in teatro.

Successivamente, abbandonato il campo della recitazione cinematografica, iniziò a comporre colonne sonore per molti film, tra i quali "Frankestein", "Hamlet", fino ai più recenti "Man to Man" e "Harry Potter e il calice di fuoco". Attualmente sta lavorando alla realizzazione delle colonne sonore per il film "Eldest", tratto dall'ononimo libro, la cui uscita prevista sarà nel 2006.

 

fonte: http://www.cinekolossal.com , www.wikipedia.org

 

Montaggio: Mick Audsley

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Curiosità

Columbus, goodbye: la decisione di non dirigere il terzo episodio della saga, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, fu presa dallo stesso Chris Columbus, che voleva rimanere vicino alla numerosa famiglia. Il regista dichiarò comunque che sarebbe stato lieto di dirigere il quarto film. Ma la Warner affidò Harry Potter e il calice di fuoco a Mike Newell, e per questo Columbus ha deciso di rinunciare al suo ruolo sodalizio con la casa e con il franchise: non essendo più coivolto nella produzione, non voleva che il suo nome fosse legato anche al quarto episodio.

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La trama del film

"Il piccolo Harry è ormai cresciuto; ha compiuto 14 anni e si appresta a cominciare il suo quarto anno da studente di alta stregoneria di Hogwarts. Non vede l'ora di rincontrare i suoi amici Ron e Hermione e di rituffarsi nel fantastico mondo dominato da incantesimi, pozioni, formule magiche, scope volanti, animali stravaganti, eccentrici insegnanti, ma la sorte gli riserva non poche sorprese.Tra queste il Torneo Tre Maghi, una competizione internazionale di magia che vede la partecipazione dei rappresentanti delle più rinomate scuole del mondo. Harry viene suo malgrado coinvolto nel torneo. Ci saranno numerose prove da superare ed i rischi non mancheranno, anche perchè qualcuno sembra tramare nell'ombra..."

fonte: filmscoop

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Le differenze col libro

fonte: wikipedia

Aggiornamento 23/12/2005, grazie Dade:

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Gli errori.

Tutti gli errori fino ad ora trovati dai vari fan: vediamo se qualcuno li aveva già notati!
 

fonte: www.hogwartsnetwork.com & www.bloopers.it

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Harry, Ron ed Hermione

Daniel Radcliffe - Harry Potter

Daniel Radcliffe è nato il 23 luglio 1989 a Londra, Inghilterra,Regno Unito. È figlio unico. Vive con suo padre Alan, la mamma Marcia Gresham e il cane Binker. Attore Sin dalla tenera età di cinque anni. Si è rivelato essere un attore brillante e completamente naturale. dovette convincere i suoi genitori a entrare a far parte del mondo del cinema. Nel 1999 appare per la prima volta sul piccolo schermo nel ruolo di David Copperfield. Mentre nel 2001 è l`anno della consacrazione a star internazionale. Ha recitato anche in un micro ruolo nel `` Sarto di Panama``. Dopo il debutto con una piccola parte in ``Il sarto di Panama``, sbaraglia numerosi concorrenti e si aggiudica il ruolo del maghetto più famoso del mondo in ``Harry Potter e la pietra filosofale``, per il quale ha ottenuto il Golden Apple Award come miglior scoperta maschile dell`anno. Daniel Radcliffe, inoltre, ha vinto il suo primo premio di Hollywood e il premio d`argento. Daniel è un grande tifoso del Football club, segue gli incontri di lotta World Westling Federation, adora giocare a calcio, la formula uno e suonare. I proggetti futuri di daniel sono ben precisi, dichiara che vorrebbe continuare a lavorare nel cinema, e comunque scrivere o diventare un direttore. Daniel fu scoperto per il ruolo di mago Harry, una sera con i suoi genitori al teatro. Suo padre ha urtato involontariamente il produttore Steven Kloves, immediatamente ha inquadrato Daniel e il giorno seguente lo ha cercato. E cosi che incominciò il favoloso successo di Daniel...

Filmografia:

 

fonte: http://www.svago.com , www.wikipedia.org

Emma Watson - Hermione Granger

Emma Charlotte Duerre Watson II (nata il 15 aprile, 1990) è un'attrice britannica che ha interpretato Hermione Granger nel film Harry Potter e la Pietra Filosofale (2001) e nei successivi film della saga: Harry Potter e la Camera dei Segreti (2002), Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban (2004) e Harry Potter e il calice di fuoco, film in produzione nel 2004, uscito nelle sale cinematografiche il 18 novembre 2005 in Nord America, ed il 25 novembre in Italia. Emma Watson continua il ruolo nel quinto film della serie, Harry Potter e l'ordine della fenice, le cui riprese inizieranno nel gennaio 2006 e l'uscita prevista nel giugno 2007. Emma Watson, che è stato il nome della sua nonna paterna, è nata in Francia, anche se tutt'ora risiede a Oxford, in Inghilterra. I suoi genitori sono tutti e due avvocati e sono divorziati; Emma ha anche un fratello più piccolo di nome Alex. Ha cominciato a mostrare interesse in recitazione non appena è entrata a scuola e ha cominciato a partecipare a molti drammi (compreso "Arthur the Young Years, dove ha interpretato Morgan Le Faye). Comunque non aveva mai sperimentato la recitazione professionale prima di interpretare Hermione. Come risultato per la sua criticamente acclamata interpretazione in Harry Potter e la Camera dei Segreti, il 14 gennaio 2003 ha vinto il premio per il più “Buon Spettacolo Giovane in un Ruolo protagonista o secondario - Femmina". Anche il suo spettacolo in Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban è stato ben ricevuto, ma ha avuto un effetto addizionale, ed è la sola "Star potteriana" apparsa sull’elenco. Infatti sulle numerose riviste è apparso solo il suo volto,e non quello degli altri attori protagonisti. “Emma Watson(II)”, è il nome con il quale è stata inserita nell'Internet Movie Database con questo nome. Il numero romano indica semplicemente che lei era la seconda attrice chiamata Emma Watson in questo database. Oltre al recitare, le piace l'hockey e il tennis.

fonte: www.wikipedia.org

Rupert Grint - Ronald Weasley

Rupert Michael Grint (nato il 24 agosto 1988) è un attore inglese, diventato famoso per l'interpretazione di Ron Weasley nella serie di film di Harry Potter. Rupert è nato a Watton-at-Stone, paese nella contea dell'Hertfordshire, in Inghilterra, è il più piccolo di cinque fratelli e ha il terrore per i ragni. Prima di partecipare al film Harry Potter e la pietra filosofale aveva recitato soltanto in uno spettacolo scolastico. Grande fan dei libri di J. K. Rowling, Rupert Grint era così risoluto ad ottenere una parte nel film che inviò alla produzione un video girato da sé in abiti femminili sul ruolo di Harry Potter in musica rap, e riuscì ad ottenere il ruolo del miglior amico di Harry, Ron Weasley. Nel 2002 ebbe un ruolo nel film Thunderpants, prima di ritornare ad interpretare Ron in Harry Potter e la camera dei segreti e Harry Potter e il prigioniero di Azkaban. È anche doppiatore. Rupert ama disegnare, andare in bicicletta e adora la musica rap. È inoltre un bravo caricaturista e gli piace costruire modellini di aeroplani.

fonte www.wikipedia.org

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Gli altri campioni del torneo

Cedric

Robert Pattinson è nato il 13 maggio 1986 a Londra, in Inghilterra. Era uno sportivo con un gran talento e crescendo ha partecipato a sport come calcio, sci e snowboard. Gli piace anche la musica ed era un musicista eccellente, suonava la chitarra e la tastiera. A 15 anni iniziò a recitare in commedie. Si unì al club teatrale Barnes e ebbe un ruolo in Macbeth, Anything Goes e in Tess dei D’Ubervilles. Successivamente, ottenne ruoli in film per la TV, come in L’anello dei Nibelunghi (2004), il Regno del Crepuscolo (nel ruolo di Giselher) e nel film Vanity Fair (con il ruolo di Rawdy Crawley) uscito nei cinema nel 2004.  
Nel 2003, Robert ottenne il ruolo di Cedric Diggory in Harry Potter e il Calice di Fuoco (uscito nel 2005) e fu la prima persona esaminata per il ruolo di Cedric. Ottenne il ruolo una settimana più tardi, dopo aver incontrato Mike Newell alla fine del 2003.

 

traduzione a cura di Elena

 

Fleur

Clemence Poèsy è nata a Parigi il 30 novembre 1982. Ha iniziato a recitare a 14 anni in produzioni francesi, sulle orme del padre, anch'egli attore e regista. Ha recitato la parte di Maria Stuarda nella mini serie britannica Gunpowder, Treason, and Plot.
 

 

 

 

fonte: www.fantasymagazine.it

 

Krum

Stanislav Ianevsky è nato a Sofia (Bulgaria) il 16 maggio 1985. E' alla sua prima esperienza cinematografica ed è stato scelto per il ruolo dopo essere stato notato, per caso, nella scuola britannica che sta frequentando.

 

 

 

fonte: www.fantsymagazine.it

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Cho Chang

Katie Leung, nata in Scozia l'8 agosto 1987, è figlia di un miliardario titolare di una catena di ristorazione. Dopo il divorzio dei genitori, vive in Scozia col padre, due fratelli e una sorella. E' stata scelta per il ruolo fra 4000 candidate. E' alla sua prima esperienza cinematografica e non ha mancato di suscitare le morbose gelosie di molte fans dell'attore Daniel Radcliffe, per via del ruolo romantico che Cho giocherà nel prossimo film.

 

fonte: www.fantsasymagazine.it

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L'Ungaro Spinato

I draghi nascono come animali mitici e benevoli per poi diventare personificazione del Maligno con l'avvento del monoteismo cristiano. Infatti, nell'antica Babilonia, era un drago l'animale protettore della città, e veniva chiamato Mushushu. Anche se, più che un drago, era un ibrido, un incrocio tra diversi animali, e quindi, tra i diversi attributi benigni di questi esseri. Col cristianesimo avviene la demonizzazione dei draghi (ricordiamo il serpente che tentò Eva...). La leggenda di San Giorgio e il drago va letta sotto quest'ottica: il santo uccide il drago e con lui tutti i rimasugli del paganesimo. L'Europa è piena di storie di draghi. L'antica Bretagna celtica era perseguitata da un drago spaventoso, che faceva sentire il suo suono nella notte di Beltame, l'eroe Lludd  lo affrontò ed uccise. Thor invece, nella mitologia nordica, sconfisse il terribile drago Jormumgadr.

fonte: http://www.croponline.org

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Lord Voldemort

Ralph Fiennes è nato a Suffik, Inghilterra, il 22 dicembre del 1962. Nato a Londra in una famiglia di artisti (il fratello Joseph è anche lui attore, la sorella Martha l’ha diretto in Oneghin, l’altro fratello Magnus è musicista) Ralph si è imposto con Il paziente inglese. Alle spalle aveva studi alla Royal Academy, una delle migliori scuole di recitazione del mondo, esperienze teatrali ai massimi livelli, la partecipazione a Schindler’s List e a Strange days. Nella stagione in corso, ha consolidato la sua fama con il ruolo di Maurice Bendrix, controfigura di Greene nel passionale, appassionante film tratto da un suo romanzo autobiografico, Fine di una storia. Cattolico anticonformista, spirito estremo, Greene, che, per giustificare il senso della vita, ricorreva periodicamente al drammatico azzardo della roulette russa, ha fornito a Fiennes con Maurice un personaggio indimenticabile. Ora l’attore si misurerà sulle scene con il Riccardo II di Shakespeare.

Filmografia:

Curiosità: l'attore ricevette una nomination x l'Accademy Awards nel 1994 come migliore attore non protagonista per "Shindler's List" e nel 1997  come miglior attore protagonista per " Il paziente Inglese ".

fonte: http://cinema.castlerock.it/   , http://www.mymovies.it/

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Malocchio Moody

Brandan Leeson è nato il 29 Marzo 1955 a Dublino, in Irlanda. Ha insegnato per alcuni anni in un liceo, poi ha deciso di dedicarsi al cinema. E' stato interprete di alcuni film di successo, quali "Braveheart - cuore impavido"(1995), "Mission Impossible II" (2000), A.I. intelligenza artificiale (2001) e "Gangs of New York" (2002).

 

 

Filmografia:

fonte: http://www.zapster.it

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Gli altri personaggi

Albus Silente

Attore irlandese. Nato il 19/10/1940 lavorò dapprima per il National Theatre, sotto la direzione artistica di Sir Laurence Olivier, poi interpretando numerosi ruoli in commedie di Alan Ayckbourn. Ha preso parte alla produzione di John Dexter, "Galileo", nel 1980, e negli anni seguenti ha recitato Re Lear, Othello e altri personaggi per il Royal National Theatre e la RSC. Apparve spesso in TV prima di cimentarsi in ruoli rilevanti al cinema, cosa che avvenne alla fine degli anni '80 (se la fortuna gli avesse arriso avrebbe potuto cominciare prima: fu proposto per interpretare James Bond dopo George Lazenby, attorno al 1970, ma fu scartato perchè i produttori temevano, prendendo lui che all'epoca era sconosciuto, di ripetere il fiasco di "Al Servizio Segreto di Sua Maestà"). Tra i suoi film più celebri si annoverano: "Il mistero di Sleepy Hollow" ('99) del grande Tim Burton, interpretando Baltus Van Tassel, e il terzo e il quarto film col maghetto Harry Potter come Albus Silente, il preside di Hogwarts. Michael Gambon ha vinto spesso o è stato nominato per il "Laurence Olivier Theatre Award", è stato premiato due volte col "London Evening Standard Theatre" per il miglior attore e, altrettante, ha ricevuto il "London Critics Circle Theatre Award", sempre per il miglior attore. Ha ricevuto il titolo di Cavaliere dalla regina Elisabetta II.

Filmografia:

fonte: www.wikipedia.org

Madame Maxime

Frances De La Tour è nata il 30 luglio 2004 a Bovingdon (UK). Proviene dal teatro (dove ha recitato spesso Shakespeare), ma e' comparsa gia' in parecchie pellicole sin dal 1970. L'ultimo film cui ha partecipato prima di girare il Calice di Fuoco è Poirot: morte sul Nilo.

 

 

fonte: www.fantasymagazine.it

Igor Karkaroff

Predrag Bjelac è nato il 30 giugno 1962 a Belgrado (Yugoslavia). E' approdato sullo schermo nel 1985, in produzioni locali, e nel 1987 ha ottenuto una piccola parte nel film TV Mamma Lucia, con Sophia Loren. Successivamente ha fatto esperienze televisive in UK, USA e Germania, compresa una produzione dedicata a I Figli di Dune, dall'omonimo romanzo di Frank Herbert.
 

 

fonte: http://www.fantasymagazine.it 

Minerve McGranitt

Attrice. Figlia di un professore di patologia all'Università di Oxford, dopo aver frequentato la Oxford School for Girl studia recitazione alla Oxford Playhouse School. Debutta sui palcoscenici di Londra nel 1952 e dopo soli quattro anni, nel 1956 esordisce a Broadway. Inizia così una brillante carriera di attrice che ha nelle sue corde ogni sorta di genere teatrale, dalla commedia al dramma, dai classici agli autori contemporanei. Nel 1959, anno in cui entra a far parte della compagnia dell'Old Vic, debutta al cinema con "Senza domani" diretta da Basil Dearden e Seth Holt. Nella sua lunga carriera nel mondo dello spettacolo riceve numerosi riconoscimenti sia per il suo impegno sul palcoscenico (tra cui un Tony Award nel 1990) che sullo schermo. Più volte candidata all'Oscar, ne ha vinti due: nel 1969 come attrice protagonista per "La strana voglia di Jean" e nel 1978 come miglior attrice non protagonista per "California Suite". Molti anche i BAFTA presenti nel suo palmarès: quattro come attrice protagonista - "La strana voglia di Jane" (1969); "Pranzo reale" (1985); "Camera con vista" (1986); "La segreta passione di Judith Hearne" (1987) - e uno come attrice non protagonista nel 2000 per "Un Tè con Mussolini" di Franco Zeffirelli. E' stata sposata dal 1967 al 1974 con l'attore Robert Stephens, da cui ha avuto due figli anch'essi attori, Toby Stephens e Chris Larkin. Nel 1975, dopo aver divorziato da Stephens, si è sposata una seconda volta con lo sceneggiatore Beverley Cross, deceduto il 20 marzo 1988. Nel 1989 è stata nominata Dama dell'Impero Britannico.

Filmografia:

fonte: http://www.cinematografo.it

Rubeus Hagrid

Anthony Robert McMillan nasce il 30 marzo 1950 a Rutherglen, in Scozia, da genitori scozzesi e calvinisti. Il padre Ian faceva il medico ed era tanto impegnato che Robbie racconta di non essere riuscito a parlarci molto fino all'età di sei anni. La mamma Jean era un'insegnante. Entrambi i genitori erano estremamente brillanti e curiosi, ascoltavano musica, andavano al cinema, leggevano e suonavano il piano; tutto questo influenzò molto il giovane Robbie. Ma non ci sono solo film, letteratura e dischi nella sua formazione, ma anche una certa passione per i motori. Tra i suoi eroi da bambino c'erano tanto attori famosi quanto guidatori di camion, anzi lui stesso avrebbe desiderato fare il camionista. Durante l'adolescenza però comincia a prevalere il suo lato artistico e Robbia inizia ad usare la recitazione un po' per difendersi dalle frecciate dei suoi compagni di scuola che lo chiamavano 'Fat Rab', un po' per reagire alla durezza della disciplina dell'istituto che frequenta (conosciuto come l'Eton di Scozia), ma soprattutto per riuscire a sopravvivere ad alcuni durissimi colpi come la morte di papà Ian, avvenuta per cancro dopo un lungo periodo di sofferenze, e il suicidio della sorella maggiore, anche lei attrice e piena di vita, ma purtroppo sofferente di forti crisi depressive. Per reagire al dolore Robbie tenta anche la strada della pittura, ma man mano che va avanti con gli studi si rende conto di non avere le capacità necessarie per raggiungere gli elevati standard che si era prefisso e si avvicina definitivamente al cinema. Nel 1973 da vita ad un documentario di 50 minuti intitolato "Your Mental Health". Arrivano così i primi premi e le prime critiche positive. Durante gli anni '70 Coltrane (che adotta il suo nome d'arte in omaggio al musicista Jazz John Coltrane) si dedica moltissimo al teatro e compare, tra l'altro, anche in "The Slab Boys" di John Byrne, ma partecipa anche a molti spettacoli improvvisati in alcuni locali notturni insieme, tra gli altri, a Emma Thompson. Alla fine del decennio finalmente esordisce sul grande schermo con "Deathwatch" di Bernard Tavernier. Per gran parte degli anni '80 Robbie lavora alternativamente per cinema e tv. Sul piccolo schermo dimostra le sue qualità comiche con spettacoli tipo "Metal Mickey", "The Comic Strip Presents" e "Tutti Frutti". Per il cinema invece con "Subway Riders" ottiene finalmente il suo primo ruolo da protagonista. Dopo aver lavorato con Chevy Chase ("European Vacation" ) e Al Pacino ("Revolution"), stupisce veramente tutti con due magnifiche interpretazioni in "Monna Lisa" e "Caravaggio". Con l'inizio del decennio successivo torna alla commedia con "Suore in fuga". Il 1993 rappresenta un punto di svolta per la sua carriera: infatti gli viene proposto di lavorare alla serie tv inglese "Cracker", cosa che gli permette di vincere per tre volte consecutive il BAFTA TV, come miglior attore. Per il cinema ha poi partecipato a "Buddy - Un gorilla per amico" e "Le parole che non ti ho detto". Poco prima di conquistare il cuore di tutti nei panni di Hagrid nella saga di Harry Potter, ha vestito i panni del detective in "La vera soria di Jack lo Squartatore".

Filmografia:

fonte: http://www.35mm.it 

Severus Piton

Alan Rickman è nato a Londra il 21 Febbraio 1946. Attore e regista. Sebbene sia nato e cresciuto ad Hammersmith, un distretto di Londra, la sua famiglia è di origine metà irlandese e metà gallese. Suo padre, pittore e decoratore, muore quando lui ha otto anni. Grazie ad una borsa di studio frequenta la West London's Latymer Upper School dove, incoraggiato dai suoi insegnanti, inizia a recitare. Appassionato d'arte, decide di intraprendere la carriera artistica e si iscrive al Royal College of Art. Dopo il diploma fonda una società di design con sede a Soho, ma nei primi anni '70 decide di cominciare a recitare seriamente e si iscrive alla Royal Academy of Dramatic Art. Nel corso della sua carriera teatrale recita nelle più prestigiose compagnie inglesi, dai gruppi sperimentali come 'The Seagull' alla classica Royal Shakespeare Company, esibendosi sui palcoscenici più importanti d'Inghilterra e non solo. Nel 1986 viene candidato al Tony Award per la sua interpretazione del visconte di Valmont in "Le relazioni pericolose", andato in scena a Broadway, ed è in questo frangente che viene contattato dal produttore Joel Silver che gli propone il suo primo ruolo cinematografico, quello del cattivo Hans Gruber antagonista di Bruce Willis in "Trappola di cristallo" (1988) di John McTiernan. La sua prova è molto convincente, tanto che nel 1991 il regista Kevin Reynolds decide di affidargli il ruolo dello sceriffo di Nottingham in "Robin Hood principe dei ladri", che l'attore interpreta altrettanto positivamente. Lavora con successo anche per la televisione inglese. Nel 1993 collabora con il musicista Mike Oldfield alla realizzazione del disco "Tubolar Bells, Part II" (sua è la voce che introduce i vari strumenti). Nel 1997 decide di tentare la strada della regia cinematografica e realizza "L'ospite d'inverno" (adattamento per lo schermo del dramma di Sharman McDonald, che aveva già diretto in teatro) che ottiene ottime critiche grazie anche all'interpretazione delle due attrici Emma Thompson e Phyllida Law, madre e figlia nella vita reale oltre che sullo schermo. Dal 1977 è legato sentimentalmente all'economista inglese Rima Horton.

Filmografia:

fonte: http://it.movies.yahoo.com

Barty Crouch

Roger Lloyd-Pack è nato a Londra l'8 febbraio 1944 ed è figlio dell'attore Charles Lloyd-Pack. Ha iniziato la carriera di attore alla fine degli anni '60 e ha recitato, fra l'altro, in Intervista col vampiro, Vanity Fair e nella miniserie televisiva britannica Oliver Twist.

 

 

fonte: http://www.fantasymagazine.it

Barty Crouch Junior

David Tennant è nato il 18 aprile 1971 a Bathgate, West Lothian (Scozia) e dichiara di aver sempre sognato di fare questo mestiere sin da piccolo. Ha frequentato la Royal Scottish Academy of Music and Drama di Glasgow. Ha iniziato a recitare muovendo i primi passi sul palcoscenico di piccoli locali come il Young Vic, l'Edinburgh Lyceum e il 7:84 Theatre Company, facendo la classica gavetta shakesperiana. Nel 2003 ha ricevuto una nomination per il Laurence Olivier Theatre Award come miglior attore nel ruolo ricoperto in Lobby Hero. E' apparso in molte produzioni televisive britanniche ed è un apprezzato doppiatore per i documentari del National Geographic, per i programmi di Radio 4 e per audiolibri.
 

 

fonte: http://www.fantasymagazine.it

Rita Skeeter

Cresciuta a Southport, Inghilterra, dove è nata il 3 marzo del 1958, Miranda Richrdson manifestò fin dall'infanzia le sue doti artistiche e la sua attitudine per il teatro e la recitazione nonostante non provenisse affatto da una famiglia di artisti o intellettuali che potessero indirizzarla in tal senso. Infatti, nei suoi primi progetti per il futuro s'immaginava dapprima come veterinario, poi più avanti come insegnante di letteratura inglese, ma, lasciata la scuola di Southport all'età di diciassette anni, decide di approfondire i suoi studi in direzione artistica e si iscrive alla Old Vic Theatre School di Bristol, una fucina di talenti da cui provengono molti dei maggiori attori inglesi contemporanei. Dopo i tre anni necessari al conseguimento del diploma, Miranda comincia la sua attività teatrale, dapprima a Manchester, poi a Londra, stazionando in varie compagnie ed impegnandosi per lo più in un repertorio di stampo classico. Le tentazioni della televisione e del cinema, non tardano a farsi avanti e dall'inizio degli anni Ottanta il pubblico televisivo inglese ha modo di familiarizzare con l'attrice, impegnata in parecchi serial prodotti dalla BBC; un lavoro, quello televisivo, che Miranda porterà sempre avanti nella sua carriera parallelamente ai ruoli cinematografici, nonché all'attività di insegnante di arte drammatica. Del 1985 è il primo film importante, "Ballando con uno sconosciuto", di Mike Newell, pellicola 'cronachistica' ambientata nella Londra degli anni Cinquanta, in cui la Richardson, nei panni di un'entraîneuse, si destreggia in un raffinato gioco di seduzione che ha per oggetto un giovane Rupert Everett, nei panni di un viziato aristocratico. Nel 1995, le viene assegnato l'Oscar come Miglior Attrice per "Tom e Viv", di Brian Gilbert, pellicola in cui rievoca, in coppia con William Dafoe, il disastroso matrimonio del poeta T.S. Eliot e di Vivien H. Wood, eccentrica e decadente dama dell'aristocrazia inglese. Nella sua intensa carriera d'attrice si segnala inoltre la partecipazione al film collettivo di Robert Altman "Kansas City", tributo del regista americano alla grande musica nera dei padri dello swing, ambientato negli anni Trenta, film in cui l'attrice dà grande sfoggio della sua versatilità recitativa nei panni di una donna tossicodipendente compagna di un potente consulente di Roosvelt, mentre, sempre nello stesso anno si abbandona agli intrighi sentimentali di "I conflitti del cuore", del regista Robert Harling. Attrice schiva e riservata, allergica ai riflettori della mondanità, la Richardson vive in una splendida tenuta di West London in compagnia dei suoi amati gatti siamesi, dedicando parecchio del suo tempo all'insegnamento della recitazione attraverso stage e seminari, in varie scuole del mondo. Recentemente si è messa nelle mani del regista David Croneberg, alle prese con la sua visionaria rilettura del romanzo di Patrick McGrath, nel film "Spider" in cui<>>>>>>><<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<

Filmografia:

fonte: http://www.35mm.it/

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Recensioni e Critiche

"La stagione delle fiabe viene e va, e gli incantesimi non svaniscono con l’età. In attesa delle leggende di Natale (dalla giungla di King Kong al mondo di Narnia, che brividi), andate in letizia a vedere Il Calice di fuoco, quarto atto delle avventure di Harry Potter. Il giovane eroe è impegnato nel micidiale «torneo dei tre maghi», una gara fatta da sfide impossibili: rubare le uova a un drago cattivo; scendere giù nelle acque di un lago oscuro; perdere tutto, forse anche se stessi, in un imperscrutabile labirinto. L’inglese Mike Newell è bravo a dosare l’ironia sui turbamenti degli adolescenti ormai in fiore con la paura che sale negli incubi notturni ed esplode nel duello finale: quando vedrete in faccia «voi sapete chi». E se non lo sapete, leggete e tremate."

di Claudio Carabba, da Il Corriere della Sera Magazine, 8 dicembre 2005
 

"Nel quarto dei sette film di H. Potter, il nababbo maghetto ormai 16enne e brufoloso Daniel Radcliffe, oltre a prodigarsi nelle consuete meraviglie come cavarsela sott' acqua e nel pauroso labirinto, rivincita compresa sul cattivo Voldemort-Fiennes, si prende anche una bella cotta, data l' età. Newell, autore di Quattro matrimoni e un funerale, ha humour ma non rinuncia alla cornice irreale di Hogwarts, è l'uscita di sicurezza dal mondo reale. La furbata è che la vita dei ragazzi, reazioni e affetti, sono quelli di tutti i teenagers del mondo, anche non maghi. Lungo 156 minuti, il kolosso è divertente, ha momenti di macabra tensione e barocche stimolazioni fantastiche fra trofei, laghi gelidi e draghi fumanti, ippogrifi, teschi e velieri nascosti: non c' è limite alla fantasmagoria del cine-computer. VOTO: 7,5 "

di Maurizio Porro, da Il Corriere della Sera, 26 novembre 2005

 

«E' del regista il fin la meraviglia...» si potrebbe dire, parafrasando Giambattista Marino, dopo aver contemplato Mike Newell alle prese con Harry Potter e il calice di fuoco, quarta imponente installazione della serie tratta dai romanzi di J. K. Rowling (che intanto è arrivata al sesto volume, «Il principe Mezzosangue», in uscita il 6 gennaio presso Salani). C' erano più bambini che grandi all' anteprima romana - il film uscirà in Italia venerdì prossimo - un' ottima occasione per ridimensionare la preoccupazione riguardo a eventuali crisi di paura fra i più piccini. Sarà che i ragazzi di oggi, adusi tramite tiggì ai pubblici orrori di Bagdad e a quelli privati della cronaca nostrana, sanno distinguere fra realtà e favola, ma quando in sottofinale Harry si ritrova nelle grinfie dell' arcinemico Voldemort, i più allarmati in sala eravamo noi della vecchia ondata. I minori davano invece l' impressione di godersela, a conferma del successo che ha il brivido fin dai tempi dei fratelli Grimm. Accompagnate quindi tranquillamente figli e nipoti all' appuntamento con Harry Potter, magari approfittando dell' occasione per spiegare ai più recalcitranti che la visione di un film non è sostitutiva del libro. Infatti per leggere a voce alta le 620 pagine del «Calice di fuoco» si impiegherebbero oltre venti ore, mentre per raccontare la stessa vicenda lo sceneggiatore Steve Kloves avendo a disposizione appena due ore e mezza ha dovuto comprimere e tagliare. Valga, come esempio, l'episodio della famiglia Weasley che piomba in casa degli zii «babbani» (ovvero non maghi) di Harry dalla cappa del camino devastandogli il salotto: è una scena di umorismo irresistibile, ma nel film non c' è, troviamo la comitiva già in marcia verso il popoloso raduno di maghi e streghe per la coppa mondiale di Quidditch interrotta dalla spedizione punitiva dei Mangiamorti. Il taglio è indicativo di una scelta che tende a trascurare gli aspetti umoristici a favore di quelli cupi e drammatici, il che mette in ombra una tipica componente «british» della Rowling. Sullo schermo l' attrattiva maggiore resta comunque la spettacolarità nelle scene dell' arrivo della diligenza volante con le studentesse di Beauxbatons e del veliero sottomarino con gli atleti di Durmstrang, e soprattutto le prove del Torneo dei Tremaghi alle quali deve sottoporsi Harry dopo che il suo nome è uscito dal calice di fuoco (c' è lo zampino di Voldemort). A rischio della vita il «non eroe», con quella sua aria da bravo ragazzo, affronta a cavallo di una scopa il drago Ungaro Spinato, recupera l' amica Hermione dal fondo del Lago Nero e si inoltra in un labirinto che tende a stringere e soffocare chi lo attraversa. Qui siamo davvero nel mondo delle meraviglie della Settima Arte, dove a prezzo di prodigi tecnologici acrobaticamente occultati l' incredibile diventa naturale. Salva la perfetta funzionalità anche atletica di Daniel Radcliffe e dei suoi giovani compagni (tutti professionisti), il resto della prestigiosa compagnia (Michael Gambon, Brendan Gleeson, Maggie Smith, Ralph Fiennes, Miranda Richardson e altri) non ha spazi per mettersi in luce. Va a finire che mentre la sontuosa cornice sovrasta ogni cosa, i grandi attori vengono utilizzati come figuranti. Si rifaranno nelle prossime puntate? E superato il passaggio dell' «età stupida», quando non si è «né carne né pesce», che tipo di adulto diventerà Harry Potter? Viene il dubbio che questo rapsodico «bildungsroman» si rivolga fraternamente ai ragazzi della sua generazione (i nati nei primi anni 90), nell' auspicio che alla fine del settimo anno potranno idealmente uscire dalla scuola di Hogwarts abilitati alla suprema magia di migliorare il mondo.

di Tullio Kezich da Il Corriere della Sera, 20 novembre 2005
 

I ragazzini di Hogwarts crescono, entrano nell’adolescenza e arrossiscono, guardano, si nascondono, fuggono quando incontrano le ragazze. «Perché si muovono tutte in branco?», si chiedono Harry e Ron davanti alle loro compagne di college, tutte risolini e occhiatine. E Ron a Harry, dell’inseparabile amica Hermione: «Fanno paura quando crescono». La parte più divertente di Harry Potter e il Calice di Fuoco è quella, appunto, dei primi sguardi, i primi corteggiamenti, i primi balli (con la professoressa Maggie Smith che si improvvisa insegnante di ballo), nei quali come sempre i maschi coetanei fanno la figura dei bambocci davanti ai compagni appena più grandi. La parte più paurosa e maestosa, invece, è quella della “reincarnazione” di Lord Voldemort, il nemico mortale di Harry, un assolo quasi shakespeariano di Ralph Fiennes, spiritato, macabro e travolgente, diafano e bellissimo anche senza naso. Per il resto, il film questa volta è tutto dì Brendan Gleeson (il massiccio Menelao irlandese di Troy), che è “Malocchio” Moody, il nuovo professore di Difesa contro le Arti Oscure, un occhio finto e sbilenco, un arto di ferro, una propensione alla bottiglia e agli scatti d’ira, ma anche un maestro attento e un tenace protettore. Diretto da Mike Newell, questo è certamente il più “british” dei quattro film della saga, con molto humour e più di un tocco di horror alla Clive Barker.

da Film Tv, n. 48, 29 novembre 2005

 

Harry Potter deve morire. Sono in molti ormai a pensarla così. La stessa J. K. Rowling, la scrittrice inglese che ha inventato il maghetto, e grazie a lui è diventata miliardaria, non esclude la funesta eventualità. Potrebbe capitare nel settimo romanzo della serie, che è ancora nella mente dell’autrice (lo leggeremo, probabilmente, fra un paio di anni). E anche Daniel Radeliffe, il ragazzino inglese che ha incarnato sul grande schermo l’ormai leggendario personaggio, ha confessato di essere ossessionato da quest’impegno. Vedrebbe l’addio come una liberazione. Ovviamente si sta parlando di fragili ipotesi future. Al momento Harry è vivo e lotta, in mezzo a noi, su due fronti. Lungo il versante letterario siamo arrivati al sesto libro, Harry Potter e il Principe Mezzosangue, che ha già venduto milioni di copie in Inghilterra (dove è stato pubblicato nel luglio scorso) e sarà presto lanciato anche nella traduzione italiana dalla casa editrice Salani che, grazie all’intuito di Mario Spagnol e dei suoi collaboratori, acquistò i preziosi diritti nel 1997, quando il trionfo del primo atto (H.P. e la pietra filosofale) non era garantito.
Invece il cinema, che è partito dopo (nel 2001), è ancora fermo alla quarta avventura, Il calice di fuoco, in uscita sugli schermi italiani il 25 novembre (salvo catastrofi dovrebbe restare nelle sale per tutte le feste di Natale,i attori fondamentali sono rimasti i medesimi: accanto all’occhialuto Radcliffe ci sono ancora Ruperon Weasley, ed Emma Watson in quelli dell’infallibile Hermione.
Anche tra i professori molti sono i volti ben conosciuti (il severo Alan Rickman, la comprensiva Maggie Smith...).
Qualche cambiamento però è stato reso necessario dal fatale corso del tempo: la dolorosa scomparsa del grande attore Richard Harris, per esempio, ha provocato, sin dal terzo film (Il prigioniero di Azkaban), la metamorfosi del professor Albus Silente, autorevole direttore della scuola di Hogwarts, che ha ora il volto più paffuto di Michael Gambon. Ma quando un viaggio, ancorché immaginario, dura parecchi anni, capita che la morte si inviti da sé.
Per i pochi ignoranti e gli smemorati, facciamo un brevissimo sunto. il fantastico mondo della Rowling è, come si sa, diviso fra i “babbani” (i Pigri uomini normali) e i maghi, che lottano in nome del Bene e del Male. Harry P. è un predestinato: era appena nato quando i suoi genitori furono uccisi dal perfido e poco visibile Voldemort, detto anche “Colui-CheNon-Deve-Essere-Nominato”. Dopo un’infanzia triste nella casa degli zii egoisti (e ultrababbani), il piccolo Harry, nel giorno del suo undicesimo compleanno, ha trovato il suo destino a Hogwarts; il buon professor Silente del resto ha sempre vegliato, da lontano, sudi lui. Soltanto le estati, quando la scuola chiude e il ragazzino deve tornare dalla poco amata famiglia, possono essere malinconiche. Ma nelle antiche aule dove regna la magia, Potter, con la fronte segnata fin dalla nascita da una simbolica cicatrice, diventa, anno dopo anno, l’eroe salvatore. I suoi scontri contro Voldemort (e i suoi malefici assistenti) sono già leggenda.
Nel nuovo Calice di fuoco lo spunto di partenza è una grande gara fra le migliori scuole di magia del mondo. Le pericolose sfide di Quidditch, lo sport che si gioca volando su velocissime scope, è come sempre uno dei momenti culminanti. Ma il pericolo peggiore viene naturalmente dal potente Voldemort, che approfitta della confusione per colpire ancora: e la tensione sale, perché stavolta il re di ogni perfidia si presenta in prima persona, sotto le minacciose spoglie del biondo Ralph Fiennes, sfigurato dal trucco. Insieme alla paura si affacciano i primi turbamenti del cuore: i protagonisti infatti sono ormai quattordicenni (gli attori, dato che la “macchina del cinema” procede più lenta, sono più grandicelli e il particolare sta diventando un problema) e scoprono il gusto un po’ amaro dell’attrazione e dell’amore. Mentre la battaglia infuria, c’è quindi spazio per piccoli equivoci sentimentali e dolci inganni, anche se è pur sempre il fascino da horror gotico a prevalere. La Rowling, che non si è mai curata troppo delle stroncature che le sono piovute addosso (specialmente dai severi critici accademici), sottolinea con un certo orgoglio il carattere angosciato e problematico della sua creatura. E Daniel Radcliffe è in piena sintonia con lei: «Ciò che mi piace davvero di Potter è che lui non è un eroe in senso classico, un Superman che vince sempre. In realtà è molto vulnerabile e spaventato». La vulnerabilità e lo spavento possono invadere il cuore anche dei lettori-spettatori più giovani e innocenti. Per questo le competenti autorità inglesi hanno deciso, non senza qualche polemica, di vietare il nuovo film (pieno di effetti sinistri e speciali) ai minori di dodici anni. In Italia la soglia delle proibizioni è più alta (14 anni) e un divieto pare poco probabile (sarebbe quasi contronatura). L’universo parallelo delle fiabe può essere un terreno oscuro, ma va protetto e salvato.
Sicuramente il tono della saga si è fatto via via più inquieto e buio: il terrore è cresciuto insieme ai piccoli maghi. Ma già nel primo film, le scene che restavano nella memoria erano quelle terrificanti: per esempio la devastante partita a scacchi con le pedine viventi e il duello con il terribile demone dai due volti nel fosco finale. La ricetta della Rowling, che ha supervisionato da vicino tutti i film, prevede un sapiente dosaggio fra una candida ironia e una fantastica porzione di orrore. I registi che via via si sono alternati nelle fedelissime versioni da grande schermo (l’americano Chris Columbus per La pietra filosofale e La camera dei segreti; il messicano Alfonso Cuaròn per Il prigioniero di Azkaban; ora l’inglese Mike Newell per Il calice di fuoco) hanno sempre mantenuto la rotta, seguendo la doppia pista: insomma, hanno tenuto il racconto sospeso fra gioco e paura. Proprio la discontinuità degli autori (Newell ha già annunciato che non dirigerà il quinto film), conferma che l’avventura cinematografica di Harry P. non è il frutto di un sogno poetico individuale, ma l’abile risultato di una impegnativa impresa produttiva, che non esclude una vaga dose di rischio. Ogni episodio richiede infatti un grosso sforzo e ingenti investimenti: forse, a questo punto, la scommessa è sicura, ma non è sempre stabilito che da un libro best-seller nasca un film miliardario.
E, per quanto riguarda il futuro, non è affatto detto che i film saranno sette come i romanzi. Considerati i tempi della produzione (e del mercato) si dovrebbe prevedere un impegno sino al 2010 (anzi oltre): una data in cui Daniel Radcliffe e i suoi compagni saranno decisamente troppo adulti. La scelta (del diavolo) per gli eventuali realizza-tori sarà allora fra l’usare un trucco pesante per rendere i volti noti più infantili o cambiare gli attori, non senza il rischio di rigetto da parte dei fan devoti. Crescere (invecchiare forse) resta il problema più grave anche per i giovani maghi inesistenti.  

da News Settimanale, n. 26 16 novembre 2005

 

Harry Potter atto quarto. Quarto anno alla scuola di magia di Hogwarts per il maghetto ed i suoi amici. Quarto film di una saga cinematografica che sta sbancando i botteghini di mezzo mondo, che così come quella letteraria è fenomeno commerciale e culturale di rilievo. Caratteristica dei film e dei libri di Harry Potter è quella per cui in ogni nuovo titolo si racconta un nuovo anno di scuola (e di vita) dei suoi giovani protagonisti, che gli spettatori seguono in questo modo passo passo nel loro processo di crescita. Un meccanismo seriale ingegnoso, studiato ad hoc per far crescere Potter e compagni di pari passo con il target di riferimento.
In Harry Potter e il calice di fuoco i protagonisti sono giunti all'età di 14 anni, sono entrati a pieno titolo nell'adolescenza, con tutto quello che essa comporta in termini di sconvolgimenti emotivo-ormonali e di innalzamento del livello di complessità dei rapporti interpersonali: da un lato quindi il film di Mike Newell rispetta il canovaccio tipo dei film della serie, con Harry involontario protagonista di sfide a base di magia, costantemente minacciato da Voldemort e dai suoi seguaci; dall'altro l'aspetto della vita quotidiana dell'occhialuto ragazzo e dei suoi compagni è amplificato, complice l'arrivo a Hogwarts di due altre scolaresche, una di vezzose maghe francesi, l'altra di burberi stregoni provenienti dalla Bulgaria.
Per quanto riguarda il primo versante, c'è ben poco da dire: apparizione di Voldemort a parte - in una scena che ricorda in maniera piuttosto esplicita come forma e contenuti i confronti tra Luke Skywalker e l'Imperatore di starwarsiana memoria - tutto scorre lungo binari noti e risaputi. Ne well fa quel che può per regalare emozioni e spettacolo agli spettatori, non riuscendo però nemmeno attraverso l'(ab)uso degli effetti speciali a conquistare, e soprattutto presentando un andamento narrativo frammentario e frettoloso, nonostante le oltre due ore e mezzo di film. Risultato: noia, a patto di non essere un hard-core fan di Potter.
Leggermente meglio le cose vanno quando Newell si concentra sul privato di Harry, sulle schermaglie con l'inizialmente invidioso Ron, sui primi approcci tra ragazzi e ragazze fatti d'imbarazzi, indecisioni e incertezze. Molte scene di questo genere, su tutte quella di un gran ballo che vede coinvolte tutte e tre le scuole di magia, ricordano da vicino le commedie adolescenziali di John Hughes, con forme e stereotipi presi di peso da pellicole come Bella in rosa o Sixteen candles - Un compleanno da ricordare. Risultato: si sorride, ma soprattutto perché ci si ricorda di Molly Ringwald e compagnia.
Pubblicizzato come film dark e cupo, questo Harry Potter e il calice di fuoco lo è unicamente nella misura in cui si dà il corpo di Ralph Fiennes a quel Voldemort che era stato sinora solo un'entità, nell'incipit che ricorda le scene più scure del Signore degli Anelli e per la messa in scena dell'unico vero lutto che è descritto in questi primi quattro capitoli della saga. Un dark e una cupezza solo sporadiche, nel complesso presenti persino in maniera minore di quanto visto nell'episodio firmato da Alfonso Cuaron. Tutti gli elementi discontinui che abbiamo raccontato finora non fanno altro che accentuare la natura episodica e frammentata del film di Newell, non il peggiore né il migliore di quelli prodotti finora dalla franchise cinematografica. Al di là della consueta classe sfoggiata dal gotha del cinema britannico nei ruoli degli insegnati di Hogwarts, gli unici motivi d'interesse nel film sono rappresentati dai tentativi di rielaborazione di altri immaginari cinematografici come quelli citati e nella curiosa sovrapposizione tra crescita dei personaggi sullo schermo, crescita degli attori che li interpretano, crescita del pubblico di riferimento. Il resto è per i fan, o per chi si accontenta di un immaginario fantasy figlio della standardizzazione e delle esigenze di marketing.

fonte: :http://cinema.castlerock.it

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fonte: http://www.impawards.com 

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